Cenni storici

Comunemente chiamata Bagnolo, per la configurazione del suo territorio, fu, sicuramente, in passato meno ospitale di altri paesi polesani.

Tutti i documenti dei Veneziani e degli Estensi riportano l'abbondanza di acqua della zona e la presenza di acquitrini per lunghi periodi dell'anno.

"Balneum" (tr. "Bagnato dalle acque"), luogo ricco di pozze d'acqua, viene citato di frequente soprattutto per le varie alluvioni dei fiumi Po, Adige, Tartaro.

Furono le bonifiche del XV secolo attuate dalla famiglia Bentivoglio a rendere possibili i primi insediamenti stabili, ma ancor di più quelle del XIX secolo, quando entrarono in funzione le idrovore.

Fin dal IV secolo, tuttavia, questo territorio che fu donato alla chiesa di Adria nel 938 da Almerico d'Este marchese di Mantova e dalla moglie Franca, aveva iniziato a svilupparsi un piccolo borgo. 

Nel 998 la località figura tra i possedimenti del Vescovo Gregorio di Ferrara; nel 1308 fra quelle di Obizzo d'Este. Ugaccione Contrari lo ricevette in dono nel 1402 da Obizzo d'Este.

Nel 1478, il duca Borso d'Este donò a Francesco Ariosto, zio di Ludovico Ariosto, un terreno a "livello". Il padre del poeta, capitano generale del Polesine Niccolò Ariosto, fece costruire una Villa chiamata "Barchetta".

Nel 1506 il feudo del Contrari passò al marchese Alfonso Trotti di Ferrara e nel 1560 al marchese Cornelio Bentivoglio. Nel 1597 passò allo Stato Pontificio per mancanza di eredi della casata Estense.

Nel VII secolo Bagnolo venne spesso citato per le frequenti alluvioni fluviali dei fiumi circostanti: nel 1647 e 1658 il Po, nel 1677 l'Adige, nel 1693 e 1742 il Tartaro, nel 1705 il Mincio ed il Castagnaro nel 1772 e nel 1796.

Nel 1797 il territorio passò alla Repubblica Cisalpina; nel 1815 venne aggregato al Veneto e alla provincia di Rovigo sotto la dominazione austriaca. Più tardi nel 1866 venne annesso al Regno d'Italia.

La tristemente famosa alluvione del 1951, causata dalla "rotta" del fiume Po, provocò lo spopolamento del paese, per lo più dedito all'agricoltura, verso zone maggiormente industrializzate.

Oggi, questi terreni, strappati con molti sacrifici alla forza delle acque, ripagano con la loro produttività, gli sforzi fatti nel passato.


Ultimo aggiornamento

07/02/2024, 12:25

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